OpenClaw 2.0: il grande aggiornamento dell’assistente AI open source

OpenClaw 2.0 è la release più grande nella storia del progetto: installazione semplificata, web app nuova, sessioni cloud condivise, memoria integrata e modelli aggiornati. Guida completa alle novità.
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OpenClaw 2.0 è la release più grande nella storia del progetto: ci hanno lavorato 933 contributori, di cui 569 alla prima pull request, e dentro c’è circa la metà di tutte le pull request mai mergiate. In questa guida ti racconto cosa cambia davvero, cosa significa per chi usa un assistente AI open source ogni giorno e come aggiornare la tua installazione senza rischi.

Numeri della release OpenClaw 2.0: 933 contributori, oltre 16.000 pull request, 50 per cento delle PR totali

Cos’è OpenClaw e perché la versione 2.0 è un evento

OpenClaw è un assistente AI open source che gira sul tuo computer e si controlla da chat, Telegram, web o app native. Legge la posta, gestisce file e automazioni, usa il browser, richiama skill e modelli di intelligenza artificiale come GPT, Claude o modelli locali. La differenza rispetto a un chatbot: non vive su un sito di qualcun altro, è roba tua, installata dove decidi tu.

Prima di questa release, il team aveva pubblicato 106 release in 230 giorni, quasi una ogni due giorni. Poi si è fermato per quasi due mesi. Il motivo: il progetto era cresciuto più in fretta delle sue fondamenta, e serviva un lavoro di rifondazione su installazione, interfaccia web e architettura interna prima di continuare a spingere funzioni nuove.

Il risultato è una release che tocca ogni parte del prodotto: installazione, messaggistica, memoria, skill, modelli, automazioni, browser, app native, plugin e sicurezza. Nei prossimi paragrafi vediamo le novità che contano di più.

Installazione: si parte da quello che hai già

La prima novità è l’onboarding. Prima serviva configurare modelli, chiavi API e cartelle di lavoro prima ancora di poter parlare con il proprio assistente. Ora la procedura guidata riusa ciò che è già sul computer: se hai un abbonamento ChatGPT o Claude, una chiave API, oppure modelli locali come Ollama e LM Studio, OpenClaw li rileva e li propone da soli.

Il modello scelto viene verificato prima di essere salvato: se non risponde, non prosegui. E la configurazione finisce dove deve stare, cioè parlando con l’assistente, non riempiendo moduli. Su Linux l’installer rende il comando openclaw disponibile in ogni nuova shell senza toccare file di configurazione a mano.

TIP: se stai partendo da zero, tieni a portata di mano un account AI che già usi (ChatGPT, Claude, Codex) o un modello locale già scaricato: il setup li riconosce e ti evita metà delle domande.

La nuova web app, pensata per la conversazione

La web app è stata ricostruita da zero e ora è chat-first: apri e trovi la conversazione al centro, con la sidebar che elenca le sessioni, esattamente come negli strumenti che già conosci (ChatGPT, Claude, Gemini). Niente più pagina separata per ogni cosa: file, approvazioni e impostazioni stanno vicino alla chat, e le sessioni possono aprirsi in vere schede del browser.

È un cambio di passo importante: prima la web app sembrava un pannello di controllo per sviluppatori, ora assomiglia a un prodotto che può usare chiunque. Anche la ricerca, la barra dei comandi e la gestione delle sessioni sono state semplificate.

Sessioni cloud condivise: il multiplayer di OpenClaw

La novità più interessante è quella delle shared cloud sessions. Una sessione può girare su un’altra macchina: un dispositivo che già possiedi (con un comando openclaw connect) oppure un cloud worker usa-e-getta. Il Gateway resta proprietario di conversazione, workspace e credenziali, mentre i comandi e gli strumenti girano in remoto.

Perché è utile? Puoi far girare un lavoro lungo su una macchina potente che hai in ufficio, usare capacità extra per lavori pesanti, oppure isolare attività rischiose dalla tua macchina principale. Se la macchina remota sparisce, la sessione sopravvive. E le credenziali dei provider AI non raggiungono mai la macchina remota: l’inferenza resta proxyata dal Gateway.

È la funzione che il team usa internamente per costruire OpenClaw stesso, condividendo sessioni di lavoro con contesto intatto. In pratica, trasformano l’assistente personale in uno strumento multiplayer.

Memoria integrata e continuità

La memoria è stata rifatta: ora c’è una memoria integrata che permette a un assistente personale di ricordare contesto rilevante dalle proprie conversazioni private, anche ciò che contava subito prima di un reset. Sessioni e trascrizioni vengono archiviate in SQLite, con percorsi di recupero più robusti.

Attenzione a un dettaglio importante: se pensi di tornare a una versione precedente dopo l’aggiornamento, prima di farlo devi ripristinare i vecchi archivi con il comando attuale, perché le sessioni create dopo la migrazione non compariranno nelle release vecchie. Il consiglio ufficiale è di creare un backup verificato prima di aggiornare.

Messaggistica e app native

Su Telegram arrivano messaggi e media più ricchi, Slack tiene insieme progresso in tempo reale e risposta finale, Discord aggiunge Activities e stanze vocali opt-in. I messaggi accettati restano in coda anche attraverso i riavvii, e se un invio non è confermato OpenClaw non lo rimanda alla cieca: preferisce segnalare l’incertezza piuttosto che creare duplicati.

Le app native sono cresciute parecchio: su iPhone, iPad e Android si gestiscono voce, allegati, modello e controlli della conversazione direttamente in chat; su macOS c’è Quick Chat dalla barra dei menu; Wear OS porta trascrizioni e risposte sul polso, e Apple Watch conserva le azioni anche dopo i riavvii.

Skill, automazioni e plugin: tutto in un unico posto

Le skill (le istruzioni riutilizzabili che insegni al tuo assistente) ora hanno un percorso completo: creazione guidata, validazione, installazione, chiamata diretta dalla chat e gestione delle modifiche. Il Skill Workshop raccoglie proposte, verifiche e cronologia in un unico flusso.

Le automazioni (il vecchio cron) si gestiscono da un unico posto su web, CLI e app native, con uno storico che distingue se un lavoro è girato, se il risultato è stato consegnato e se tutto è andato a buon fine. I plugin si cercano, installano e disinstallano dalla Control UI, con controlli di sicurezza sulle sorgenti non ufficiali e integrazione con i connettori MCP.

Browser e Computer Use

OpenClaw ora può usare sessioni browser autenticate: su macOS puoi importare i cookie di Chrome, Brave, Edge o Chromium in un profilo browser isolato, oppure condividere solo le schede che scegli tramite l’estensione ufficiale di Chrome. Le azioni restano legate alla scheda e allo stato di pagina giusti.

Il Computer Use si estende a Mac e Windows: l’assistente può lavorare con app e finestre su macchine autorizzate, con controlli di permesso chiari e sessioni in sola visualizzazione quando serve.

Sicurezza e privacy

Le approvazioni ora sono legate alla richiesta, al comando, alla sessione e alla persona esatte: rimuovere un dispositivo revoca il suo accesso, e una richiesta già risolta non può essere riesumata. Le credenziali protette possono raggiungere le destinazioni supportate senza mai entrare nel testo visibile al modello.

Ogni sessione può scegliere un livello di accesso (sola lettura, protetto, workspace, completo) e disattivare server MCP, skill o ricerca web dove il client lo consente. L’accesso completo resta riservato agli amministratori.

Modelli e provider aggiornati

La scelta del modello ora parte dal catalogo integrato, senza aspettare una scansione completa dei provider: apri la lista e scegli. Tra le novità: GPT-5.6 come default per i nuovi setup OpenAI, supporto completo a Claude Opus 5, Kimi K3, Grok 4.5, modelli Cohere e Meta aggiornati, e una gestione più solida dei modelli locali con llama.cpp e Gemma 4 come default per chi ha poca RAM.

Il comando /model può cambiare il modello solo per la conversazione corrente oppure per un singolo agente, senza toccare le impostazioni globali.

Come aggiornare a OpenClaw 2.0

Per aggiornare: openclaw update. Prima di procedere, crea un backup verificato seguendo la guida ufficiale, perché questa release migra le sessioni in SQLite. Puoi provare in sicurezza con openclaw update --dry-run, che mostra il percorso senza cambiare nulla.

Un caso particolare: se sei su 2026.7.1 con pnpm 11, esegui una volta pnpm add -g openclaw@latest. E occhio a una trappola: il pacchetto 2026.9.1-beta.1 pubblicato per errore è in realtà la 2026.8.1-beta.4, quindi non è più nuovo della versione stabile. Installa sempre la 2026.8.1.

TIP: se usi OpenClaw con Telegram o con app native, dopo l’aggiornamento verifica che il canale risulti “usabile” e fai una prova di invio: i messaggi accettati restano in coda attraverso i riavvii, quindi non dovresti perdere nulla.

FAQ

OpenClaw 2.0 è gratis?

Sì, OpenClaw è open source e resta tale. Puoi usarlo, leggerlo e contribuire. Paghi solo i modelli AI che scegli di usare (o nessuno, se usi modelli locali).

Devo saper programmare per usarlo?

No. La nuova web app è pensata per chiunque, e l’installazione guidata riusa quello che hai già. Le funzioni avanzate (script, automazioni complesse, plugin) restano disponibili per chi le vuole, ma non sono il punto di partenza.

Quali modelli posso usare con OpenClaw 2.0?

Quelli che preferisci: GPT-5.6, Claude Opus 5, Kimi K3, Grok 4.5, Cohere, Meta e molti altri provider, oppure modelli locali via Ollama, LM Studio e llama.cpp. Puoi cambiare modello per conversazione o per agente.

Vale la pena aggiornare subito?

Se usi OpenClaw ogni giorno, sì: web app nuova, memoria integrata, messaggistica più affidabile e sessioni cloud sono miglioramenti concreti. Fai prima un backup verificato e, se vuoi prudenza, prova con openclaw update --dry-run.

OpenClaw 2.0 è la dimostrazione di quanto possa crescere un progetto quando le fondamenta reggono il ritmo. Se ti interessa l’argomento, ho scritto anche di come OpenClaw usa gli embedding delle API di OpenAI e di come costruire un RAG domestico con strumenti simili.

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