DeepSeek Search API: prezzi e confronto con Brave e Google

DeepSeek lancia Search e Fetch a 0,75 dollari per 1.000 richieste: quanto costano davvero rispetto a Brave Search API e alle due strade di Google, con numeri, limiti e implicazioni per agenti e RAG.
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Le immagini presenti nel post possono essere realizzate o elaborate con strumenti di Intelligenza Artificiale. Questa scelta nasce anche dalla necessità di prevenire le continue contestazioni e richieste economiche improprie che ricevo relative a fotografie utilizzate che sono sempre state acquistate con regolare licenza.
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DeepSeek non vuole vendere soltanto modelli. Nella comunicazione del 18 ottobre 2026 rende ufficiale una novità che molti sviluppatori stavano già usando: la sua API include anche due strumenti per il web, Search e Fetch, entrambi a 0,75 dollari ogni 1.000 richieste riuscite. È un prezzo che va letto accanto a quello delle alternative reali, Brave Search API e le due strade di Google, perché la differenza non è marginale e cambia il conto finale di un agente che passa la giornata a cercare sul web.

Cosa ha annunciato DeepSeek

La comunicazione inviata agli utenti dell’API è breve e diretta: DeepSeek API supporta ora ricerca web e recupero di pagine, con tariffazione a 0,75 dollari per 1.000 richieste andate a buon fine. C’è però una finestra di gratuità che riguarda molti sviluppatori. Quando si usa l’API DeepSeek attraverso DeepSeek Harness, Claude Code o Codex, le chiamate lato server a Search e Fetch sono già attive e restano gratuite fino alle 00:00 del 1° novembre 2026, ora di Pechino. In Italia significa le 17:00 di sabato 31 ottobre. Da quel momento ogni richiesta viene contata e fatturata.

L’email aggiunge che continuare a usare il servizio dopo l’adeguamento equivale ad accettare le nuove condizioni. Chi non è d’accordo può disdire e chiedere un rimborso. È il classico avviso contrattuale, ma il messaggio operativo è chiaro: chi costruisce agenti su DeepSeek deve mettere a budget la ricerca, non trattarla più come un accessorio incluso.

Come funzionano Search e Fetch

I due endpoint sono separati e si chiamano con la stessa autenticazione bearer dell’API principale:

  • Search: POST https://api.deepseek.com/v1/tools/search
  • Fetch: POST https://api.deepseek.com/v1/tools/fetch

Search accetta una query da 1 a 128 caratteri, un numero di risultati da 1 a 50 (dieci per impostazione predefinita), un campo ori_question con la domanda originale dell’utente, un parametro di localizzazione e need_content per ricevere anche il testo della pagina. Supporta gli operatori classici: site:, -site:, esclusione di termini o frasi esatte, lang:, after: e before:. La risposta è JSON e per ogni risultato restituisce titolo, URL, snippet da 100-200 caratteri, un summary più lungo da 600-800 caratteri pensato per il modello, il contenuto opzionale, il nome del sito, la data e due metri di qualità: rerank_score da 0 a 3 e authority da 0 a 4. DeepSeek considera alta qualità i risultati con rerank score pari o superiore a 1,5 e fonti molto autorevoli quelle con authority da 3 in su.

Fetch riceve un URL e restituisce titolo e contenuto in Markdown. È il pezzo che completa il flusso: Search trova le pagine, Fetch le legge. Entrambi hanno un limite di 5 richieste al secondo per account, indipendente per i due endpoint. Non è un tetto altissimo, ma nemmeno trascurabile: significa al massimo 300 richieste al minuto, con possibili errori 429 se si fanno raffiche.

Quanto costa DeepSeek Search

La fatturazione è per richiesta riuscita, non per token e non per numero di risultati. Search costa 0,75 dollari ogni 1.000 richieste che restituiscono almeno un risultato. Fetch costa lo stesso ogni 1.000 richieste che restituiscono contenuto. Le richieste fallite, i timeout e le ricerche senza risultati non vengono addebitati.

Il dettaglio che spesso sfugge: il parametro count non cambia il prezzo. Chiedere 50 risultati invece di 5 costa identico. Per un agente conviene quindi chiedere più risultati quando servono, perché il costo marginale è zero. Una pipeline completa, con una ricerca e un recupero per pagina, arriva a 1,50 dollari ogni 1.000 pagine lette. Su un milione di richieste si parla di 750 dollari per la sola ricerca e 1.500 dollari con il recupero.

Il confronto con Brave Search API

Brave vende l’accesso al proprio indice a 5 dollari ogni 1.000 richieste, con 5 dollari di credito gratuito ogni mese, cioè circa 1.000 richieste mensili incluse, e un limite di 50 richieste al secondo. Sul prezzo per richiesta DeepSeek è quindi circa 6,7 volte più economico. Con Search più Fetch il rapporto scende a circa 3,3 volte, perché DeepSeek fattura due chiamate per completare il lavoro che Brave tende a coprire con una sola ricerca più il passaggio successivo di estrazione.

Brave ha dalla sua un indice indipendente, un’infrastruttura matura, un endpoint LLM Context pensato per gli agenti e una latenza dichiarata di 669 millisecondi in un test indipendente citato dall’azienda. Il dato è di parte, ma il punto resta: Brave non rimanda le query a Google e non dipende da un fornitore terzo. DeepSeek dichiara a sua volta un motore di ricerca interno, quindi non è un semplice rivenditore di risultati altrui. La differenza vera, a questo punto, è la copertura dell’indice, che nessuna tabella di prezzi può raccontare.

Il confronto con Google: due strade molto diverse

Con Google bisogna distinguere due prodotti che vengono spesso confusi.

La prima strada è la Custom Search JSON API: 100 query gratuite al giorno, poi 5 dollari ogni 1.000 query, con un tetto di 10.000 query al giorno. Sulla carta è allineata a Brave. Nella pratica, la documentazione ufficiale dice che il servizio è chiuso ai nuovi clienti e verrà discontinuato il 1° gennaio 2027. Costruirci sopra oggi è una scelta con la data di scadenza già stampata.

La seconda strada è il grounding con Google Search nell’API Gemini. Qui il modello usa Google Search come strumento e paga 14 dollari ogni 1.000 query di ricerca, dopo 5.000 richieste gratuite al mese condivise tra tutti i modelli Gemini 3 e successivi. Attenzione a un dettaglio contrattuale: una singola richiesta al modello può generare più query a Google e viene fatturata per ogni query effettiva. Il costo per risposta può quindi superare il prezzo nominale, senza contare i token del modello.

Rispetto a DeepSeek, il grounding di Gemini costa circa 18,7 volte di più per query. È un confronto impietoso sul prezzo, ma non sul valore: Google porta l’indice più grande del mondo, aggiornamento continuo e un’integrazione nativa con il modello. Chi ha bisogno di copertura massima e freschezza paga quella differenza, chi ottimizza il costo per richiesta guarda altrove.

Tabella comparativa

Servizio Prezzo per 1.000 richieste Quota gratuita Note
DeepSeek Search 0,75 dollari Nessun piano gratuito documentato Solo richieste riuscite, 5 QPS
DeepSeek Fetch 0,75 dollari Nessun piano gratuito documentato Restituisce Markdown, 5 QPS
Brave Search API 5,00 dollari 5 dollari di credito al mese, circa 1.000 richieste Indice proprio, 50 QPS
Google Custom Search JSON API 5,00 dollari 100 query al giorno Chiuso ai nuovi clienti, stop il 1° gennaio 2027
Gemini con Google Search 14,00 dollari 5.000 richieste al mese Fatturazione per query effettiva, più token del modello

Cosa cambia per agenti e applicazioni RAG

Prendiamo un caso concreto: un agente che fa 10.000 ricerche al giorno, trenta giorni al mese, quindi 300.000 richieste. Con DeepSeek Search la bolletta è di 225 dollari al mese. Aggiungendo un Fetch per ogni ricerca si arriva a 450 dollari. Con Brave si parte da 1.500 dollari, con il credito gratuito mensile che sposta di poco la cifra. Con il grounding di Gemini, ipotizzando una query per richiesta e senza contare i token, si arriva a 4.200 dollari. Se ogni risposta genera due o tre query, il conto sale ancora.

La ricerca smette così di essere la voce accessoria e diventa una delle principali. In un flusso RAG classico il costo dominante era il modello, con la ricerca ridotta a un dettaglio. Con prezzi di 0,75 dollari per migliaio, per molti progetti succede il contrario: conviene spendere qualche token in più per ragionare sui risultati, perché la parte web costa poco.

Il limite reale di DeepSeek non è il prezzo, è la larghezza del tubo. Cinque richieste al secondo per account significano 300 al minuto. Un agente singolo non se ne accorge, un servizio con cento utenti in contemporanea sì. Brave, con 50 QPS, è molto più comodo quando il traffico è concorrente. Anche la copertura dell’indice va misurata sul proprio dominio: un motore nuovo può brillare sulle query comuni e deludere su nicchie, siti locali o documentazione tecnica recente.

C’è poi il tema della giurisdizione. DeepSeek è una società cinese e le richieste passano dai suoi server. Per contenuti pubblici e ricerche generiche può essere accettabile, per dati personali o informazioni riservate di un cliente no. Brave e Google pongono problemi diversi, ma restano fornitori occidentali con regole proprie. La scelta di un motore di ricerca per un agente è anche una scelta di compliance, non solo di listino.

TIP

Prima di migrare, prendi cinquanta query reali del tuo caso d’uso, non query di prova inventate. Falle girare su DeepSeek, Brave e Google, poi confronta tre numeri: quanti risultati utili nei primi cinque, quanti richiedono un Fetch per essere capiti e quante volte il risultato migliore manca del tutto. Se DeepSeek copre l’80% delle tue esigenze a un decimo del prezzo, il risparmio è reale. Se manca proprio sulle query che contano, il risparmio è una trappola. Usa ori_question per migliorare la comprensione della query e metti in cache i risultati: con 0,75 dollari per migliaio, una cache ben fatta vale più di qualsiasi sconto.

FAQ

DeepSeek Search è gratuito?

No. Costa 0,75 dollari ogni 1.000 richieste riuscite. È gratuito solo il traffico server-side generato usando l’API DeepSeek tramite DeepSeek Harness, Claude Code o Codex, e soltanto fino alle 00:00 del 1° novembre 2026 ora di Pechino.

Pago anche le ricerche senza risultati?

No. La richiesta è fatturabile solo se restituisce HTTP 200 e almeno un risultato. Anche i timeout e gli errori non vengono addebitati.

DeepSeek Search può sostituire Brave?

Sul prezzo sì, è circa 6,7 volte più economico per richiesta. Sulla copertura e sull’affidabilità dipende dal dominio: va testato sulle proprie query prima di spegnere il fornitore precedente.

Google Custom Search API è ancora utilizzabile?

Solo dai clienti esistenti, fino al 1° gennaio 2027. Google non accetta nuovi clienti su questo prodotto e ha indicato la dismissione del servizio.

Serve una chiave API separata per Search e Fetch?

No, si usa la stessa chiave dell’API DeepSeek, con autenticazione bearer. I due endpoint hanno limiti di 5 richieste al secondo indipendenti tra loro.

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