Cos’è l’Intelligenza Artificiale (e cosa non è): partiamo da qui

Cos’è l’Intelligenza Artificiale? In questa prima lezione della serie Le nozioni di base sull’IA partiamo dalla definizione, sfatiamo i miti e tracciamo la mappa dei grandi filoni come Machine Learning, Deep Learning, NLP e Generative AI.
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Intelligenza Artificiale. Sentiamo questa frase dappertutto, ogni giorno. Chat che rispondono come fossero persone, immagini create dal nulla, auto che si guidano da sole, traduttori istantanei. Ma se qualcuno vi chiedesse “ok, ma cosa vuol dire davvero Intelligenza Artificiale?“, sapreste rispondere?

Partiamo da qui.

Infografica che mostra i rami dell Intelligenza Artificiale sotto un ombrello centrale: Machine Learning, Deep Learning, NLP, Computer Vision, Generative AI e Robotics.

Cosa significa quando diciamo “Intelligenza Artificiale”

La definizione più semplice: l’Intelligenza Artificiale è un ramo dell’informatica che prova a far fare ai computer cose che, se le facesse un umano, chiameremmo “intelligenti”.

Riconoscere un volto in una foto. Capire cosa vuol dire una frase. Tradurre un testo dall’inglese. Guidare una macchina. Diagnosticare un tumore da una radiografia. Fare sarcasmo.. ah no, quello no.

La parola importante è “prova”. Perché l’IA non è un unico programma magico che risolve tutto. È un contenitore enorme che racchiude decine di approcci diversi. Sarebbe come parlare di “sport” per riferirsi ai risultati di un singolo evento: non esiste “lo sport” durante una partita o una competizione, esistono il calcio, il basket, il nuoto, la scherma.

Ognuno con le sue regole, i suoi attrezzi e i suoi campioni.

Facciamo un esempio concreto

Prendiamo un problema semplice: volete un programma che riconosca se in una foto c’è un gatto.

Con la programmazione tradizionale dovreste elencare tutte le regole a mano.

“Se ha due occhi, due orecchie a punta, dei baffi, la coda, è peloso, allora è un gatto”.

Poi arriva un gatto senza coda, un gatto nero su sfondo nero, un gatto fotografato di lato, un gatto che sbadiglia con la bocca aperta. Ogni caso è un’eccezione da programmare. Diventa un delirio.

Con l’Intelligenza Artificiale, invece, gli mostrate diecimila foto di gatti e diecimila foto di cose che non sono gatti. E lui, da solo, impara a riconoscere le differenze. Senza che nessuno gli dica “guarda che i gatti hanno i baffi“.

Questa è la differenza vera: nella programmazione classica le regole le scriviamo noi.
Nell’IA, le regole le impara da sé, guardando i dati. Più o meno.

Cosa NON è l’Intelligenza Artificiale

Ora che abbiamo un’idea di cosa è, meglio chiarire cosa non è. Perché sui giornali, sui social e anche nei discorsi tra amici e, soprattutto, agli eventi di marketing, si dice un sacco di fuffa.

Non è coscienza.
Quando chattate con ChatGPT, dall’altra parte non c’è qualcuno che “pensa” o “sente”. C’è un modello matematico che calcola la probabilità della prossima parola. Stop. Niente emozioni, niente intenzioni, niente consapevolezza. Non sa nemmeno cosa sta dicendo.

Non è una cosa sola.
L’IA non esiste. Esistono tanti modelli diversi per compiti diversi. ChatGPT non sa guidare un’auto. Un’auto a guida autonoma non sa scrivere poesie. Un sistema che diagnostica tumori non sa giocare a scacchi.

Non è magia.
I modelli si addestrano con dati, tantissimi dati. E il loro comportamento di base è deterministico: stesso input, stesso output (a meno di non voler introdurre un po’ di casualità), diventa stocastico con altra matematica (ad esempio con i parametri di temperatura). Non c’è niente di misterioso. Solo matematica. Tanta.

Non è solo ChatGPT.
ChatGPT è il più famoso, ma è uno dei tanti. Ci sono modelli per immagini (DALL-E, Midjourney), per video (Sora, Veo), per programmare (Claude, Copilot), per la ricerca scientifica, la robotica, la medicina e tanto tanto altro.

I rami dell’Intelligenza Artificiale (giusto per orientarsi)

Prima di addentrarci nelle prossime lezioni, vi serve una mappa mentale.

Ecco i principali rami:

  • Machine Learning (ML), la parte dell’IA che impara dai dati. Il cuore di praticamente tutto.
  • Deep Learning (DL), un sottoinsieme del ML che usa reti neurali profonde. Ha reso possibili i risultati pazzeschi degli ultimi anni.
  • Natural Language Processing (NLP), come i computer capiscono il linguaggio umano. Quello che fa funzionare ChatGPT, Claude, Siri.
  • Computer Vision, come i computer vedono e interpretano immagini e video. Riconoscimento facciale, auto a guida autonoma, diagnostica.
  • Generative AI, la branca che crea contenuti nuovi: testo, immagini, video, musica, codice.
  • Robotica, come l’IA interagisce col mondo fisico.

Nelle prossime lezioni li esploreremo tutti, uno per uno, con calma.
Non ci rincorre nessuno.

Cosa vi aspetta in questa serie

Nelle prossime lezioni, partendo da zero, vedremo cosa sono i dati, come funzionano i modelli, come si addestra un’IA, cosa sono i token e gli embedding, come funzionano i Transformer (i mattoncini dietro ChatGPT), cosa sono le allucinazioni, i database vettoriali, il fine-tuning, il reinforcement learning, e molto altro.

Cominciamo bene?

FAQ

L’Intelligenza Artificiale è pericolosa?

Come un coltello. Puoi tagliare il pane o farci male. I modelli odierni non sono senzienti e non hanno volontà. I rischi veri sono legati all’uso che ne facciamo noi umani: disinformazione, pregiudizi, privacy, posti di lavoro che cambiano. Dedicherò una lezione intera al tema.

L’IA può sostituire le persone?

Sostituisce compiti, non persone. Automatizza cose specifiche (scrivere una bozza di email, analizzare dati, tradurre), ma non sostituisce il giudizio umano, la creatività vera, l’empatia, la capacità di decidere in contesti complicati. Chi impara a usarla come strumento, però, avrà un bel vantaggio.

Devo saper programmare?

No. Questa serie è pensata per chiunque sia curioso. Se non avete mai scritto una riga di codice in vita vostra, siete nel posto giusto ugualmente. Se conoscete un po’ di Geometria questo può aiutare, ma non è necessario.

ChatGPT è l’IA più potente?

È il più famoso, non sempre il più potente. Dipende da cosa dovete fare. Alcuni modelli sono migliori nella programmazione, altri per analizzare immagini, altri per ragionamenti complessi. Non esiste un vincitore assoluto.

L’IA diventerà cosciente?

Domanda aperta. Gli esperti sono divisi. Quello che sappiamo per certo è che i modelli attuali non lo sono, e nessuno ha dimostrato che aggiungere più dati o più potenza di calcolo porti magicamente alla coscienza. Più filosofia che ingegneria, al momento.

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